La Via del Sale

Da Varzi a Portofino

Stando sulla linea di confine di tre regioni, molto spesso sulle creste dove il sentiero è meno pendente e si fa meno fatica, attraversando poi la quarta regione fino al mare: è questa la strada che durante i secoli i muli e i loro accompagnatori percorrevano per trasportare il prezioso elemento che permetteva di conservare e dare sapore agli alimenti. Il Sale.

Una antica via di comunicazione sapientemente trasformata in trekking.

Ho deciso di utilizzare la tenda e percorrere i 90 km in 4 giorni.

Per arrivare a Varzi da Milano esistono dei comodi autobus (esiste anche una comoda APP per gli orari e per pagare i biglietti) che in poco tempo ti portano a destinazione in questo bellissimo borgo in cui vengono prodotti degli ottimi e conosciuti salami.

Ho pernottato nel B&B la Sorgente con una piccola piscina, poco distante dal centro. Dopo un breve bagno in piscina ho visitato il bel paese con la Chiesa del Convento dei Cappuccini costruita alla fine del XII con una caratteristica facciata in cotto. Poi sotto i portici delle strette vie medioevali del centro storico.

Dopo la colazione in paese, attraversando il ponte sul fiume Staffora si inizia la Via del Sale. In costante salita, si parte da 450 m, si attraversano delle bellissime faggete. Si passa per due bivacchi dove si può ripararsi ed eventualmente passare la notte. Si continua stando sulla cresta spartiacque fino a raggiungere la cima più alta del percorso, il Monte Chiappo a 1700 m. Questa è la tappa con più dislivello in salita. Io ho piantato la tenda proprio a fianco della statua di San Giuseppe. Da qui nelle giornate terse si può vedere sia il mare sia il Monte Rosa e l'arco Alpino.
Essendo però arrivato per pranzo in cima ho optato per scendere (200 m) fino all'Albergo Capanne di Cosola, bere e mangiare qualcosa, prendere acqua alla vicina fontana e poi tornare su! 
In cima c'è un rifugio (non si può pernottare) ma in questo periodo è chiuso.

Vale davvero la pena bivaccare in cima a questa montagna e godersi lo spettacolo del tramonto. 
La tappa dovrebbe finire all'albergo di Capanne di Cosola.
Ho percorso 19 km e 1500 m di dislivello positivo.

 La notte con un pò di vento passa veloce e verso le 6 inizia ad albeggiare, mi alzo per fare le foto dell'alba e iniziare a preparare lo zaino. Smontata la tenda e messo a posto tutto riparto e faccio di nuovo i 200 m per arrivare all'albergo per la colazione. Rimango per un attimo a chiaccherare con il giovane proprietario, non ho fretta, oggi mi aspettano 20 km ma solo 800 m di dislivello! Il sentiero scorre veloce sotto i mie piedi, quasi sempre sulle creste ma il tempo un pò nuvolo non lascia intravvedere il mare..sarà per la prossima volta. Arrivo sotto il Monte Carmo ma decido di aggirarlo perchè immerso nelle nuvole, salgo sulla prossima cima, la montagna dei genovesi: il Monte Antola. Poco sotto c'è il Rifugio Parco Antola dove passerò la seconda notte. Posto in una radura del bosco di faggi durante le giornate limpide si può vedere il mare. Bellissima e buonissima cena con i rifugisti e di nuovo a nanna nella mia piccola tenda.

La terza tappa era quella che più mi preoccupava, la più lunga perchè rimanendo a dormire al rifugio oggi devo aggiungere i circa 7 km "persi"  ieri per arrivare a Torriglia. Quindi di buon passo su un bellissimo sentiero tutto lastricato scendo verso il paese di Torriglia, famoso per i suoi dolci. Decido però di non scendere fino nel centro ma mi mantengo alto (sempre seguendo la Via del Mare) fino a raggiungere la Cappellina della Costa dove un signore mi offre un buonissimo caffè. Sono arrivato praticamente dove arriva il sentiero passando o pernottando in paese, ora mi mancano i 25 km della tappa. In questa tappa si trovano un più di bar e ristoranti dove poter ristorarsi. Il sentiero largo e molto pulito della tappa precedente in questa tappa a volte è stretto dalla vegetazione ma sempre ben tracciato e senza difficoltà tecniche. Ad un certo punto in località Case Becco si arriva sulla SP 67 che si dovrà percorrere per circa 4 km di discesa, in questo periodo non molto trafficata, l'unica cosa interessante è che sulla strada si trova una Locanda. Ho deciso di percorrere una "variante" in mezzo ai boschi per arrivare nel paese di Uscio invece che percorrere le strade asfaltate: è denominata la "Polveriera" e con questo sentiero ben mantenuto arrivi proprio sopra i due B&B. Io ho pernottato nel Rifugio Uscio, pulito ed accogliente con un piccolo giardino; a fianco il B&B La Margherita. Uscio è un paesino di montagna a due passi dal mare, con vicoli pedonali strettissimi. Ottima la cena all'osteria "o Tuggiu" con piatti tipici liguri.

Oggi si arriva al mare, ma la quarta tappa con i suoi 19 km e i 700 m di dislivello in salita e i quasi 1100 m in discesa non è da sottovalutare. Appena usciti da Uscio ho proseguito verso la Colonia Arnaldi (sulla strada asfaltata, sempre seguendo la Via del Mare) si attraversa il suo enorme parco e si vedono gli edifici immaginando la bellezza di quello che poteva essere agli inizi del '900. Il sentiero tra saliscendi, sempre ben segnato, ma come la tappa prima con la vegetazione che con poca manutenzione cerca di far da padrona sul sentiero, si arriva a Ruta di Camogli dove si può visitare la bellissima Chiesa di San Michele Arcangelo detta la Millenaria. Di questa Chiesa si hanno notizie a già dal 1145; quando son passato io era chiusa, quindi non ho potuto visitare l'interno e vale sicuramente ritornarci. Da Ruta il sentiero diventa praticamente una autostrada a volte anche cementata, fino al mare e mancano 9 km circa. In questo pezzo di Via del Mare troverete molte persone che camminano, che a piedi si spostano per questi splendidi paesaggi tra Camogli e Portofino passando per la perla di San Fruttuoso. In questo tratto troverai anche alcune fontanelle che ti aiuteranno nelle calde giornate estive. Controlla bene tutti i paletti segnavia, e scegli dove finire la tua Via del Mare: io ho deciso di arrivare fino al Faro di Portofino, con la sua piccola piazza e il mare davanti. Puoi scendere anche a Camogli, le persone che mi hanno incontrato lungo il tragitto mi hanno consigliato di andare nella silenziosa San Fruttuoso, altri vanno a Sori (percorrendo un giorno in meno di strada) non è molto chiaro il punto di arrivo come lo è invece Varzi per la partenza. Ma per me la piccola pizza del faro lo era; lo si raggiunge in circa 20 minuti di salita dal mare. Nella bianca piccola piazza una frase: 

"Ci sono tre segni dell'eterno nel quotidiano. L'amore, l'arte e la preghiera".

Questo è il Sale della Vita.

Di nuovo giù verso il mare e verso l'Ufficio Turistico a mettere l'ultimo timbro sulla credenziale, a, si anche questa Via ha una piccola credenziale: si può acquistare a Varzi oppure sul sito, si può poi, una volta tornati a casa, ottenere un testimonium a ricordo di questa bellissima attraversata.

Per concludere prendo il traghetto che mi porta a Santa Margherita Ligure (9 € e 15 min), consultare gli orari sul sito. A Santa Margherita c'è la stazione dei treni per collegarsi a Milano ma io questo tratto non l'ho fatto perchè ho trovato un ottimo passaggio da un nuovo amico.

Direi una bellissima avventura su antichi percorsi pieni di storia e fatica, da percorrere in periodi asciutti, in primavera o autunno, immedesimandosi, nel silenzio di oggi, nelle carovane di muli e suoni di vita lungo i sentieri. Con uno zaino non troppo pesante e fermandosi nei B&B alla fine della tappa è davvero alla portata di tutti (abbastanza allenati!). Sicuramente da rifare...

Il mio zaino alla partenza pesava 8,4 kg con tenda, sacco a pelo e fornelletto, senza contare i 2 litri di acqua nella prima tappa. 

In percorso è sempre molto ben tracciato con cartelli con la scritta Via del Sale nella prima tappa e poi con placchette con la scritta VM (Via del Mare) oppure dal tipico segnavia colorato Bianco e Rosso con il numero (tipico del CAI); in Liguria soprattutto, troviamo anche la segnaletica della FIE (Federazione Italiana Escursionismo) caratterizzata da simboli come: pallini, croci, triangoli o quadrati. Per esempio il sentiero che conduce dal Monte Antola a Torriglia è composto da 2 pallini gialli. Non avevo mai visto questo tipo di segnavia e a mio parere non è molto pratica e spesso un pò caotica. Comunque se si presta molta attenzione e con una traccia GPS è impossibile sbagliare (io ho fatto un solo errore!!).

Qui le tracce GPS che vi aiuteranno nel percorso! Ho così percorso 91 km con 3875 m di dislivello positivo e 4250 m di dislivello negativo, non solo la salita è impegnativa, ricordatelo!

Con la bicicletta.. Questa era la mia ipotesi di partenza, cioè per arrivare a Varzi, ma non è facile coniugare bici e zaino da montagna! Da Busto si va verso Tornavento e il Naviglio Grande poi giù fino ad Abbiategrasso dove si gira sul Naviglio Bereguardo passando poi per l'Abbazia di Morimondo fino a Bereguardo e il suo ponte di barche sul Ticino; poi la bella Pavia. Da Pavia fino a Voghera e poi sulla Greenway, la nuova ciclopedonale, fino a Varzi.

Da casa mia seguendo il lento scorrere dell'acqua dei Navigli è una bella gita da programmare...

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